Una mappa per ricordare i crimini del colonialismo italiano

Una mappa per ricordare i crimini del colonialismo italiano

Il 19 febbraio saranno passati 84 anni dal massacro di Addis Abeba, tra i tanti
crimini del colonialismo italiano, uno dei più disgustosi e spietati, perché
commesso lontano dai campi di battaglia, senza nemmeno l’alibi di una guerra in corso.
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Spettacolo musicale Romano’ SIHMCHA’ festa ebraica rom

Spettacolo musicale Romano' SIHMCHA' festa ebraica rom

lun 25 gen, 09:45
Carissime e carissimi,
L’ANPI DI SONDRIO E L’ISSREC in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio
celebrano il GIORNO DELLA MEMORIA 2021 con la promozione dello spettacolo musicale
ROMANO’ SIMCHA’ Festa ebraica rom
giovedì 28 gennaio ore 10.30-12.30
in diretta streaming dal Teatro Verdi di Monte San Savino (Arezzo). Continua...

E’ morta la partigiana Anna Maria Brenna

E' morta la partigiana Anna Maria Brenna

Ricordo di Anna Maria Brenna
A distanza di pochi giorni dalla sorella Rachele, anche Anna ci ha lasciati.
Nata a Milano il 12.03.1927, studentessa dell’ultimo anno delle magistrali,
aveva respirato in famiglia lo spirito antimilitarista e antifascista del padre, grande invalido
della Prima Guerra Mondiale, proprio come Rachele. E come la sorella, fu arrestata il
25.10.1944. Nell’atto d’accusa stilato dalla Questura in data 23.12.1944 troviamo
scritto che in una lettera rinvenuta in casa Brenna, a firma di un alpino, si leggeva della
“grande nostalgia per le canzoni tipo Urla il vento infuria la bufera , cantate dalle due
sorelle con l’accompagnamento di Crak e Crok
Lo pseudonimo si riferiva a due amici alpini, uno dei quali, Alberto Pedrini , divenuto
il comandante partigiano “ Achille ” del II Battaglione della Brigata Sondrio, era già
stato trucidato in un’azione di rastrellamento da parte dei militi della GNR (Guardia
Nazionale Repubblicana), il 21 dicembre.
L’atto d’accusa fu così formalizzato: “Responsabile di aver svolta propaganda fra
militari tentando di distoglierli dal compimento dei loro doveri di soldati e di italiani
esortandoli alla diserzione e al tradimento”. (ASSO, Fond o Questura, b.8).
Anna seguì la sorella in carcere a Sondrio e poi a S. Vittore. Aveva diciassette anni.
Non parlò mai della sua vicenda, ma ne restò segnata, tanto che non poté più
terminare gli studi, dopo la Liberazione, precludendosi la strada dell’ins egnamento.
Solo alla fine della sua vita, ha accettato di rilasciare un’intervista al Presidente
dell’Anpi provinciale Egidio Melè, in cui ha raccontato, con la sua consueta discrezione
e tanta mitezza, le vicende che l’avevano vista protagonista di una pa rte rilevante della
grande storia. Ed ha avuto l’orgoglio di vedersi nell’apertura del programma di Gad
Lerner “La scelta I partigiani raccontano”, andato in onda su RAI 3 per il 25 Aprile
dell’anno in corso.
Lascia quattro figlie amatissime, a cui ha dato un esempio di vita; a tutti noi che
l’abbiamo conosciuta e stimata resta il ricordo della sua dolcezza e della sua coerenza
silenziosa.
Fausta Messa
CLICCARE con il mouse SU MANIFESTO ANNA BRENNA e su INTERVISTA di GAD LERNER
ANPI Manifesto Anna Brenna Continua...

E’ morta la partigiana Rachele Brenna(nome di battaglia ITALA)

E' morta la partigiana Rachele Brenna(nome di battaglia ITALA)

E’ morta la partigiana RACHELE BRENNA (ITALA)

Rachele Brenna ha avuto una lunga vita, pienamente vissuta in tutte le sue fasi, ma il periodo che maggiormente l’ha segnata è stato quello, seppur breve, della vita partigiana.
Era nata in Val Chiavenna, a Dubino, il 2 dicembre 1923, da genitori speciali: il padre Giovanbattista era un grande invalido della I Guerra Mondiale, al momento del matrimonio aveva già perso la vista e l’uso di una mano, la mamma Ida era una donna di rara bellezza e bontà. La piccola Rachele, dunque, come primogenita, aveva dovuto imparare molto presto a fare da guida al padre, accompagnandolo nei vari spostamenti, e da lui aveva pian piano maturato l’avversione nei confronti della guerra e della violenza in generale. Il padre di Rachele da subito aveva capito il vero volto del nascente fascismo, che mascherava di pietas verso i Caduti e verso gli Invalidi quello che invece era esaltazione della guerra e del nazionalismo più viscerale, per questo non volle mai indossare la camicia nera. Da qui il rifiuto istintivo di Rachele verso il fascismo.
Dopo il trasferimento a Sondrio, in seguito all’incendio dell’abitazione in Val Chiavenna, la casa dei Brenna divenne un centro molto frequentato da giovani Alpini, che andavano ad omaggiare il vecchio invalido, divenuto un punto di riferimento, una guida morale. Fu così che Rachele, assieme alla sorella minore Anna, dopo l’8 settembre 1943, entrò da subito in contatto con i “padri fondatori”della Resistenza locale, che poterono contare sulla sua collaborazione attiva ed efficiente, dapprima per la produzione di documenti falsi all’ufficio dell’anagrafe, dove lavorava, in seguito come staffetta. Le sue perfette imitazioni della firma del capoufficio permisero a diversi perseguitati politici di mettersi in salvo oltre frontiera, raccontava con fierezza Rachele. Quando nell’estate del 1944 la Resistenza incominciò ad avere una struttura organizzativa e militare, la ragazza, che portava ancora lunghe trecce nere, svolse il compito di staffetta, portando messaggi ma anche armi, con la generosa incoscienza dei suoi vent’anni.Il suo nome di battaglia era “Itala”. Qualcuno fece la spia e Rachele fu arrestata, tradotta in carcere, e con lei la sorella Anna, forse come strumento di ricatto. Dopo qualche giorno, a fine ottobre 1944, Rachele fu consegnata al Tribunale Speciale, condotta a Villa Bonfadini, dove fu pesantemente interrogata e malmenata per alcuni giorni, dopodiché fu riportata in carcere in via Caimi, dove rimase fino al 30 gennaio del 1945. In quella data, sempre con la sorellina, fu trasferita a S. Vittore a Milano, a disposizione delle autorità germaniche. Grazie all’intervento del padre, trasferitosi a Milano alla Casa dei Ciechi, il processo fu dilazionato e Rachele non fu deportata.
Possiamo solo immaginare cosa sia stato il carcere, dove di giorno c’era l’assistenza delle suore, ma di notte c’erano solo uomini di guardia.
Per tutta la sua vita, dopo la Liberazione, Rachele non ha più potuto dormire al buio, tanta era la paura che l’attanagliava. Per questo diventò una lettrice instancabile.
Finita la guerra, a poco a poco ricominciò la vita normale e anche Rachele intraprese la vera professione della sua vita, quella dell’insegnante appassionata del suo lavoro e del sapere, soprattutto storico-scientifico. Fu una tenace sostenitrice dell’apprendimento attraverso l’esperienza, infatti amava fare lezione all’aperto, in mezzo alla natura. Fu anche un’instancabile organizzatrice di viaggi sui luoghi della memoria storica, convinta dell’efficacia didattica di tali pratiche.
Ormai giovane donna, si sposò ed ebbe quattro amatissimi figli, di cui fu madre e maestra dolcemente severa. Pur con i tanti impegni di lavoro e famigliari, Rachele non dimenticò mai di testimoniare l’esperienza partigiana e i valori che da essa erano scaturiti, declinati nella Costituzione Repubblicana, andando nelle scuole, partecipando vivacemente alle attività dell’Anpi e soprattutto presenziando alla cerimonia del 25 Aprile, durante la quale leggeva magnificamente la “Preghiera del Ribelle” di Teresio Olivelli.
Rachele era orgogliosa di essere stata partigiana, e tutta la sua vita, personale e sociale, è stata coerente con i valori della Resistenza, per questo si è sempre schierata generosamente dalla parte degli ultimi, dei perseguitati, degli offesi.
Soffriamo una grande perdita, ma siamo fieri di averla conosciuta e custodiremo gelosamente nei nostri cuori i valori che ci ha trasmesso. Fausta Messa – direttrice ISSREC Continua...

L’ANPI ALLA CERIMONIA DI PORZUS

L'ANPI ALLA CERIMONIA DI PORZUS

ARTICOLO del febbraio 2017

Pace tra i partigiani dopo 72 anni.
Dopo 72 anni arriva il momento della riappacificazione
tra i protagonisti dell’eccidio delle malghe di Porzus dove
17 “fazzoletti verdi”, partigiani di area cattolica, furono
trucidati il 7 febbraio 1945 dai gappisti comunisti di Mario
Toffanin, comandante ” GIACCA “. Domenica 5 febbraio, alle
commemorazioni per la strage, sarà presente in visita ufficiale
per la prima volta l’Anpi di Udine, che ha accolto l’invito della
Associazione partigiani Osoppo. L’eccidio di Porzus, uno degli
episodi più controversi della Resistenza , fu a lungo taciuto da
politici e storici. Nel 2012 Napolitano fu protagonista di una
significativa visita sui luoghi della strage.
Porzus Continua...

27 Gennaio Giornata della MEMORIA

GIORNATA DELLA MEMORIA 27 GENNAIO –
La Giornata della Memoria è una ricorrenza internazionale che viene celebrata ogni anno il 27 gennaio al fine di commemorare le vittime dell’Olocausto.
Tale importante ricorrenza è stata stabilita il 1° novembre 2005 nel corso della 42° riunione plenaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 60/7; la riunione ha fatto seguito a una sessione speciale che si era invece tenuta il 24 gennaio 2005, giorno in cui la stessa Assemblea celebrava il 60esimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento e, di conseguenza, la fine dell’Olocausto.
Perché è stato scelto proprio il 27 gennaio? Questa data è particolarmente significativa perché il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, le quali marciavano in direzione della Germania impegnate nell’offensiva Vistola-Oder, entrarono ad Auschwitz per finalmente liberarla. Continua...

Alcuni degli appuntamenti che le reti Rai hanno dedicato nella settimana dal 23 al 30 gennaio 2017 alla ricorrenza del Giorno della Memoria

Alcuni degli appuntamenti che le reti Rai hanno dedicato nella settimana dal 23 al 30 gennaio 2017 alla ricorrenza del Giorno della Memoria

CLICCARE sulla scritta in azzurro e aprire il collegamento

Sulla parte destra serie di filmati che la RAI aveva dedicato alla Memoria nel 2017 Continua...

GENNAIO 2020 – GIORNO DELLA MEMORIA –

GENNAIO 2020 - GIORNO DELLA MEMORIA -

Giorno della memoria
– mercoledi 22 gennaio 2020 ore 17,00 Biblioteca Pio Rajna
Presentazione del volume ” La Shoah dei bambini . La presentazione dell’infanzia ebraica
in Italia ( 1938 – 1945 ).
– Ore 20,45 Teatro Sociale di Sondrio ” Destinatario sconosciuto “. Continua...

AMBROGINO D’ORO ALLA PARTIGIANA CINI BOERI

AMBROGINO D'ORO ALLA PARTIGIANA CINI BOERI

Durante la Resistenza Cini conosce Renato Boeri, il suo futuro marito, allora comandante
della Brigata Paolo Stefanoni – di cui anche Cini fa parte – inquadrata nella Divisione
Valtoce che opera nel territorio attorno al Mottarone, sopra Stresa. Continua...

DA ANPI REGIONALE LOMBARDIA IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA SEZIONE ANPI DI SONDRIO EGIDIO MELE’ IN MERITO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE TENUTASI A CHIAVENNA

DA ANPI REGIONALE LOMBARDIA IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA SEZIONE ANPI DI SONDRIO  EGIDIO MELE’ IN MERITO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE TENUTASI A CHIAVENNA